______              ___Il doping___                        

Essendo il ciclismo uno sport duro, estremo e molto faticoso, sicuramente è stato sempre soggetto alla ricerca di qualche sostanza, o metodica che potesse allaviare la fatica, o che migliorasse la performance sportiva. Premetto che le chiacchiere da bar, del tipo: "Non possono andare così forte senza prendere qualcosa di illecito" le ritengo molto inutili e superficiali. Preferisco avvalermi di dati reali ed attendibili; mettiamo allora dei punti fermi:
1- Ai tempi di Coppi e Bartali tutti si dopavano. A quei tempi la differenza andava anche fatta tra chi si poteva permettere di mangiare regolarmente la carne e chi no, ma, al netto di questo, bisogna riconoscere che quel periodo fosse "infeststo" soprattutto dalle anfetamine, responsabili, ad esempio, della morte di Tommy Simpson sul Mont Ventoux durante il Tour de France. I controlli erano deficitari ed ognuno poteva assumere ciò che voleva, ma questa era una "regola" che valeva per tutti. Nonostante io sia per un ciclismo pulito, bisogna dire che i corridori bravi fossero comunque tutti allo stesso livello e comunque -e questo vale in ogni epoca- un brocco non diventa bravo con il doping.
2- Negli anni '90 era uno stillicidio di dopati. Fu negli anni '80 che la "scienza" si avvicinò al ciclismo e questo ebbe anche i risvolti negativi: preparatori senza scrupoli e medici dalle teorie troppo avveniristiche cominciarono a far usare ai ciclisti sostanze dopanti, tra le quali facevano da capostipiti soprattutto l'EPO (eritropietina) e gli steroidi. I controlli c'erano, ma ancora un po' troppo limitati e quindi abbiamo vissuto veri e propri scandali: le sette vittorie di Lance Armstrong al Tour de France da dopato, allo scandalo Festina, a molti corridori trovati positivi, all'invenzione della Federazione del protocollo "Io non rischio la salute" che prevedeva controlli agli atleti ad ore impossibili durante le gare, fino alla tragica morte di Marco Pantani, mai trovato positivo ad alcuna sostanza e preso come capo espiatorio di un sistema marcio e corrotto.
3- Oggi le cose sono cambiate. Si doveva fare qualcosa, si poteva fare qualcosa e finalmente l'antidoping ha corso, ha galoppato ed ha raggiunto il doping: oggi i controlli ci sono, sono tanti, incrociati e sicuri. Certo, ci sarà sempre chi cerca di barare e questi individui vanno eliminati dallo sport, ma oggi possiamo dire di non avere mai avuto un ciclismo così vero e controllato.
Avete idea di che tipo di controlli debba subire un ciclista professsionista? In questa tabella vengono riassunti:




Ogni ciclista professionista deve comunicare i propri spostamenti, così da potersi rendere disponibile ai controlli a sorpresa, oltre a compilare il proprio passaporto biologico (esami del sangue ripetuti nel tempo che vengono controllati dalla WADA, che è l'organismo mondiale dell'antidoping) ed a rendersi disponibile ai controlli durante le gare. Ce n'è per tutti i gusti e sembra quasi un regime, ma oggi doparsi e farla franca è veramente difficilissimo, quasi impossibile.

Per conoscere le metodiche vietate e le sostanze da evitare può essere utile leggere il capitolo sul doping del manuale


So bene che a livelli più bassi ci siano meno controlli e le possibilità di farla franca aumentino, ma controllare tutti e tutto è impossibile ed allora tanto vale iniziare dai primi della classe. Conoscere bene l'argomento doping non serve per doparsi, ma, ad esempio, un asmatico che fa sport deve sapere con che cosa ed a che dosaggi fare la terapia e questo è scritto sul regolamento antidoping. quindi serve anche e soprattutto per praticare con onestà il proprio sport. Si, perchè -purtroppo- il doping esiste e può alterare i valori in qualsiasi sport esistente sulla faccia della Terra.
Il bollino è presente sulle confezioni di medicinali che contengono principi attivi inseriti nella lista antidoping.

Se vuoi leggere che cosa scrive l'amico Davide Cassani sul doping clicca qui    

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